C. Frébourg:
Roberto
qual'è stato il suo percorso?
R. Bellino: Ho sempre vissuto a contatto della
falegnameria
e del restauro di mobili.
Mio padre era un'ebanista d'arte e mio zio un
doratore su legno.
I discorsi a casa vertevano spesso sul mestiere.
C. F. Comme ha imparato il
mestiere?
R.B. Da piccolo andavo nel
laboratorio di mio padre.
Pian piano ho cominciato a aiutarlo e a 16 anni lavoravo per
lui.
In seguito mi sono perfezionato
per 2 anni come apprendista dal Maestro Doratore
Matta, a Novara.
A 24 anni, ho aperto il mio primo laboratorio a Milano.
Lavoravo con i privati su commissione,
con gli antiquari per il restauro e con i commercianti
perchè,
spesso, hanno bisogno di mobili speciali su
misura. In parallelo, formavo gli elevi
stagiari della Scuola di Ebanisteria di Milano.
C. F. Lei ha lavorato
anche per il Teatro dell'Opera?
R.B. Si, in effetti
ho partecipato alla costruzione
di molti decori alla Scala di Milano.
Fra gli altri la Boéme, La Dame de Pique, Elettra.
E' un lavoro appassionante a contatto con molti artisti.
Ho spesso collaborato anche con architetti
d'interni
alla fabbricazione d'oggetti decorativi.
Inoltre ho partecipato alla restaurazione della Sinagoga di
Milano
precisamente alla parte di lavoro sull'Aron Ha-Kodesh
(il mobile dove è conservata la Torah).
Il lavoro di doratura è stato d'estrema delicatezza.
C. F. Perchè aver
lasciato Milano?
R.B. In Francia e soprattutto a Parigi,
il mercato dell'arte è più dinamico.
E poi avevo sempre desiderato lavorare in Francia per i suoi stili
variati e le
decorazioni, inoltre il lavoro d'intarsio qui m'interessa in modo
speciale.
Ultimamente ho restaurato molti mobili Napoleone
III
e mi son scoperto una vera passione.
C.
F. Oggi dove si trova il suo laboratorio? Dove si
può contattarla?
R.B. Il laboratorio è a
Vitry. Un grande spazio.
Come a Milano, continuo il restauro,
lavoro con i privati e con i
commercianti.
Continuo anche le mie collaborazioni con architetti
d'interni
e naturalmente la vendita dei mobili da me
restaurati.
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